Fra i piatti più noti e gustosi della cucina abruzzese e fra le pietanze caratteristiche della tradizione che incarna meglio la storia della civiltà della transumanza ed il genio culinario della civiltà contadina, un posto di primo piano spetta senza dubbio a le “Pallotte cace e ove”.


Sono delle polpette “povere” senza carne, a base di pane raffermo, formaggio (prevalentemente pecorino), uova “ricalate a lu sughe”, ovvero fritte e poi “rimaritate” in salsa di pomodoro. Una felice sintesi nata dall'arricchente incontro dei prodotti contadini con quelli del passaggio delle greggi lungo il regio tratturo L'Aquila-Foggia o lungo gli innumerovoli tratturelli che per millenni hanno visto lo spostamento degli armenti dai monti al piano e viceversa.

L'impasto per formare le “pallotte” si ottiene amalgamando formaggio semistagionato grattugiato di vacca e di pecora, un terzo di mollica di pane, aglio e prezzemolo. Le polpette vanno dapprima fritte in olio extravergine di oliva, scolate ed asciugate su carta per fare assorbire l'olio in eccesso e poi “ripassate” per circa 1⁄2 ora, a fuoco lento, in un tegame di coccio dove è stata avviata la cottura di un sugo di pomodoro con aglio, cipolla, peperone verde e (se si vuole) peperoncino.


Un piatto, dunque, povero ma che comunque richiede una certa abilità ed esperienza. Brillante l'idea di produrre e distribuire il prodotto confezionato, per soddisfare anche l'immancabile richiesta dei turisti di assaggiare il tipico piatto.

PALLOTTE CACE E OVE DELLA DITTA FIGLIE D'ABRUZZO

UNA PIETANZA CARATTERISTICA DELLA TRADIZIONE ABRUZZESE

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